Coefficiente di assorbimento acustico: leggere correttamente α, αs, αp e αw

Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2026. Di Acoustic Index.

Il coefficiente di assorbimento acustico α indica quale quota dell’energia sonora incidente non viene riflessa. Nella pratica circolano più grandezze: αs (misurato per banda di terzo d’ottava secondo UNI EN ISO 354), αp (mediato per bande d’ottava), αw (un unico valore ponderato secondo UNI EN ISO 11654) e le classi di assorbimento acustico da A a E. Ogni riduzione a un solo numero butta via informazione. Per un confronto equo tra prodotti servono la curva risolta in frequenza, il montaggio e la fonte della misura, che la sola etichetta di classe non fornisce.

Coefficiente di assorbimento acustico ponderato
αw = 0,90
Classe di assorbimento
Classe A

La classe di assorbimento riassume l’αw solo in modo grossolano. La classe C va da 0,60 a 0,75, la classe D addirittura da 0,30 a 0,55. Due prodotti della stessa classe possono quindi differire nell’effetto quasi del doppio.

Cos’è il coefficiente di assorbimento acustico e quali grandezze esistono

Il coefficiente di assorbimento acustico α è il rapporto tra l’energia sonora non riflessa e quella incidente. Un valore di 0 significa riflessione completa, un valore di 1 significa che tutta l’energia incidente non torna indietro, cioè viene assorbita o trasmessa. α dipende dalla frequenza: lo stesso materiale assorbe di solito in modo molto diverso i suoni gravi e quelli acuti. Proprio per questo si misura in bande di terzo d’ottava.

È importante distinguere due famiglie di definizioni. Il coefficiente di assorbimento geometrico, o dipendente dall’angolo, si riferisce a un’onda piana che colpisce una superficie con un angolo determinato. È sempre minore di 1,0 e si può esprimere in percentuale. Il valore riportato nelle schede tecniche dei prodotti è invece quasi sempre il coefficiente di assorbimento di Sabine αs ricavato in camera riverberante. La ISO 354:2003 definisce αs come coefficiente di assorbimento di Sabine ottenuto dalla differenza dei tempi di riverberazione e segnala espressamente che αs può assumere valori maggiori di 1,0 a causa della diffrazione ai bordi del campione.

Le grandezze principali in sintesi: αs è il coefficiente di assorbimento di Sabine misurato per banda di terzo d’ottava secondo ISO 354. αp è il coefficiente di assorbimento pratico, che secondo ISO 11654 si ottiene mediando tre valori di terzo d’ottava in un valore d’ottava. αw è il coefficiente di assorbimento acustico ponderato, un unico numero indipendente dalla frequenza. Accanto a queste esistono i valori unici nordamericani NRC e SAA secondo ASTM C423. Queste grandezze seguono procedure di media e di valutazione diverse, quindi non sono convertibili direttamente l’una nell’altra. Le conseguenze pratiche sono concrete: NRC e αw per lo stesso materiale risultano spesso diversi, e chi equipara le etichette confronta cose non confrontabili.

Misura in camera riverberante secondo ISO 354

αs si determina in camera riverberante. Il principio secondo ISO 354:2003 è semplice: si misura il tempo di riverberazione medio della camera una volta vuota e una volta con il campione installato. Dalla differenza dei reciproci dei tempi di riverberazione, tramite l’equazione di Sabine, si ricava l’area di assorbimento equivalente del campione AT; dividendo per la superficie occupata S si ottiene il coefficiente di assorbimento αs = AT / S.

L’area di assorbimento equivalente secondo Sabine vale A = 0,161 · V / T (in unità metriche, con V in m³ e T in s). In forma fisicamente più esatta si scrive A = 55,3 · V / (c · T), dove c è la velocità del suono; a circa 20 °C e con c di circa 343 m/s si ottiene lo 0,161. La ISO 354 richiede inoltre una correzione per l’assorbimento dell’aria tramite il termine 4mV, che si fa sentire soprattutto alle alte frequenze e con bassa umidità. Per questo la norma prescrive condizioni climatiche con umidità relativa tra il 30 e il 90 per cento e temperatura di almeno 15 °C.

Le condizioni al contorno sono rigorose perché il metodo presuppone un campo sonoro diffuso. La camera riverberante deve avere un volume di almeno 150 m³; per le camere di nuova costruzione si raccomandano almeno 200 m³. Il campione di un rivestimento piano deve avere una superficie tra 10 m² e 12 m², rettangolare, con un rapporto larghezza/lunghezza tra 0,7 e 1. Si misura in bande di terzo d’ottava da 100 Hz a 5000 Hz secondo ISO 266, con almeno 36 decadimenti valutati.

Il montaggio è inseparabile dal valore misurato. La ISO 354 regola nell’appendice normativa B diversi tipi di montaggio. Il tipo A indica il montaggio direttamente sulla superficie della camera, il tipo J le unità sospese liberamente e i baffle acustici; esistono inoltre montaggi con intercapedine definita dietro il campione e con cornice perimetrale. Un assorbitore a pannello forato o un controsoffitto acustico guadagna con 200 mm di intercapedine molto più assorbimento alle basse frequenze che a contatto diretto con la parete. Il montaggio e l’intercapedine dietro l’assorbitore fanno quindi sempre parte del valore misurato; le intercapedini di prova usuali sono 200 mm nella prassi ISO e 400 mm nella prassi ASTM. Un valore αs senza indicazione del montaggio è praticamente privo di valore, perché lo stesso materiale può differire di intere classi a seconda della stratigrafia.

Dalla risposta in frequenza al valore unico: αp e αw secondo ISO 11654

La ISO 11654:1997 condensa la curva misurata in due passaggi. Prima, dai valori di terzo d’ottava, nasce il coefficiente di assorbimento pratico αp: per ogni banda d’ottava si calcola la media aritmetica dei tre valori di terzo d’ottava che vi ricadono. Il risultato viene arrotondato a passi di 0,05 e, per medie superiori a 1,00, limitato a αp = 1,00. αp viene indicato di norma per le bande d’ottava 125, 250, 500, 1000, 2000 e 4000 Hz.

Dai valori αp deriva, nel secondo passaggio, il coefficiente di assorbimento ponderato αw. A questo scopo si usa una curva di riferimento normalizzata sulle bande d’ottava 250, 500, 1000, 2000 e 4000 Hz. La curva di riferimento ha i valori 0,40 a 250 Hz, 0,60 a 500, 1000 e 2000 Hz e 0,50 a 4000 Hz.

La curva di riferimento viene spostata a passi di 0,05 verso la curva misurata finché la somma degli scostamenti sfavorevoli è minore o uguale a 0,10. Uno scostamento sfavorevole si ha quando il valore misurato sta sotto la curva di riferimento; si contano solo questi. αw è quindi definito come il valore della curva di riferimento spostata a 500 Hz. αw è perciò sempre un multiplo di 0,05.

Questa lettura a 500 Hz è il nucleo della critica al valore unico: αw condensa un’intera curva in un solo punto di appoggio nella gamma delle medie frequenze. Due prodotti con αw identico possono essere molto distanti a 125 Hz o a 4000 Hz. La ISO 11654 segnala nel campo di applicazione che il valore unico non sostituisce la curva completa e che per una valutazione più precisa vanno consultati i dati completi in funzione della frequenza. Inoltre la valutazione parte solo dalla banda d’ottava di 250 Hz; tutto ciò che sta sotto, αw non lo rappresenta affatto.

Indicatori di forma L, M e H

Per recuperare in parte l’informazione più importante andata perduta, la ISO 11654 prevede gli indicatori di forma L, M e H. Si scrivono tra parentesi dopo il valore αw, ad esempio αw = 0,70 (MH). Un indicatore viene assegnato quando il coefficiente di assorbimento pratico αp supera la curva di riferimento spostata di 0,25 o più in almeno un punto.

L’attribuzione è regolata con chiarezza: se l’eccedenza si presenta a 250 Hz, l’indicatore è L (low, basse frequenze). A 500 Hz o 1000 Hz è M (medium, medie frequenze). A 2000 Hz o 4000 Hz è H (high, alte frequenze). Gli scostamenti negativi non attivano alcun indicatore; sono già intercettati dal limite di 0,10 nella procedura di spostamento.

In pratica un indicatore di forma è un cartello di avvertimento della norma rivolto al progettista: qui c’è un punto di forza marcato fuori dalla gamma media, che il nudo valore αw inghiotte. In presenza di un indicatore va consultata la curva di assorbimento completa, come vuole lo spirito della norma. Un indicatore L, per esempio, può rendere un valore αw altrimenti mediocre molto più interessante per un ambiente con problemi alle basse frequenze di quanto la classe lasci supporre.

Classi di assorbimento acustico da A a E

L’appendice B della ISO 11654 assegna a ogni valore αw una classe di assorbimento. Questa appendice è informativa, quindi non è una prescrizione vincolante della norma, ma si è imposta come linguaggio del marketing e dei capitolati. La classe A indica l’assorbimento più alto.

I limiti sono: la classe A comprende αw da 0,90 a 1,00 (cioè 0,90, 0,95, 1,00). La classe B comprende 0,80 e 0,85. La classe C comprende da 0,60 a 0,75 (0,60, 0,65, 0,70, 0,75). La classe D comprende da 0,30 a 0,55. La classe E comprende 0,15, 0,20 e 0,25. I valori da 0,00 a 0,10 non sono classificati.

Una classe raggruppa un’intera gamma di valori αw, e ciascuno di questi valori nasconde a sua volta un’intera curva. La classe C va da 0,60 a 0,75; due prodotti di classe C possono quindi differire già di 0,15 nell’αw. Persino con un αw esattamente uguale a 0,90 (entrambi in classe A) le risposte in frequenza possono differire molto. Un prodotto brilla tra 2000 e 4000 Hz e fallisce sotto i 250 Hz, l’altro è equilibrato su tutta la banda. Sulla scheda tecnica, in entrambi i casi, c’è scritto solo classe A. La classe risponde alla domanda sulla quantità complessiva di assorbimento. In quale gamma di frequenze si trovi questo assorbimento, non lo dice.

Tabella dei coefficienti di assorbimento acustico: valori misurati reali a confronto

I manuali mostrano una riga statica per materiale. Questa tabella arriva in tempo reale dal catalogo Acoustic Index e affianca prodotti reali con αw elevato. Guarda la colonna 125 Hz: prodotti della stessa classe A sono lì molto distanti tra loro. È proprio questo che un singolo numero αw nasconde.

MaterialeCategoriaαwClasse1252505001k2k4kFonte
Acospray DC1Intonaco e spruzzato1,00A0,150,761,040,980,990,95Acosorb
Acospray DC3Intonaco e spruzzato1,00A0,320,730,971,021,000,94Acosorb
Acoustic Tiles ModularLegno1,00A0,350,851,001,001,001,00ORGANOID
alpha AKUSTIK NANOLITELegno1,00A0,600,951,001,001,000,80alpha AKUSTIK
aPerf® padFeltro1,00A0,500,900,951,001,001,00BK Raumakustik
aPerf® panelFeltro1,00A0,451,001,001,001,001,00BK Raumakustik
aPerf® panel colourFeltro1,00A0,250,701,001,001,001,00BK Raumakustik
aPerf® woolFeltro1,00A0,350,851,000,901,001,00BK Raumakustik
Assorbitore a banda larga PremiumSchiuma1,00A0,350,801,001,001,001,00MW Acoustics
Assorbitore a banda larga WrapTessuto1,00A0,350,801,001,001,001,00MW Acoustics
Assorbitore a banda larga Wrap lightTessuto1,00A0,350,801,001,001,001,00MW Acoustics
Assorbitore a parete e a soffitto Infinity Wall & SkyLegno1,00A0,850,950,951,000,950,90ORGANOID
B11 Archisonic FeltFeltro1,000,400,901,001,001,001,00B11
Controsoffitto in lamiera stirata LMD-StMetallo1,00A0,550,800,950,951,000,90Lindner Group

In diretta dal catalogo Acoustic Index, ordinato per αw. I valori per banda d’ottava sono coefficienti di assorbimento acustico secondo ISO 354. I valori di riferimento PTB sono indicati come tali e non portano il sigillo del rapporto di prova.

NRC e SAA contro αw: l’equivalente statunitense

In Nord America si misura secondo ASTM C423 e si valuta con altri valori unici. L’NRC (Noise Reduction Coefficient) è la media aritmetica dei coefficienti di assorbimento a 250, 500, 1000 e 2000 Hz, arrotondata al multiplo di 0,05 più vicino. Il SAA (Sound Absorption Average) è la media delle dodici bande di terzo d’ottava da 200 Hz a 2500 Hz, arrotondata a 0,01, quindi con una risoluzione più fine dell’NRC.

La differenza metodologica rispetto ad αw è fondamentale. NRC e SAA sono pure medie su una gamma di frequenze fissa. αw nasce dallo spostamento di una curva di riferimento e dalla lettura a 500 Hz, quindi pesa implicitamente in modo diverso e penalizza i cali sotto la curva. Per questo NRC e αw spesso non coincidono. Nei materiali con assorbimento marcato alle alte frequenze, NRC o SAA tendono a risultare più alti di αw, perché la media conta per intero le bande alte mentre la curva di riferimento le pesa meno. Proprio in questi casi la ISO 11654 assegna tipicamente un indicatore di forma H. La direzione di questo scostamento è ben documentata, la sua entità dipende dal singolo prodotto.

Per il confronto questo significa: NRC, SAA e αw non si possono convertire direttamente l’uno nell’altro. Chi confronta un prodotto nordamericano con uno europeo dovrebbe riportare entrambi alla base comune, cioè alla curva per terzi d’ottava o per ottave. Una piattaforma di dati seria mette perciò in primo piano la curva αs grezza e ne deriva in modo trasparente i valori unici, invece di affiancare etichette non confrontabili.

Perché compaiono valori superiori a 1,0

Nelle schede tecniche compaiono talvolta per αs valori come 1,05 o 1,15. Questo non viola il principio di conservazione dell’energia. È un artefatto noto della misura in camera riverberante. La ISO 354 cita espressamente questo effetto: αs può assumere valori maggiori di 1,0 per effetti di diffrazione.

La causa è l’effetto di bordo. Un campione di dimensioni finite, da 10 a 12 m², ha bordi liberi lungo i quali il suono viene diffratto verso l’interno del campione. Cox e D'Antonio (Acoustic Absorbers and Diffusers) lo spiegano con la discontinuità di impedenza ai bordi del campione: la superficie effettivamente assorbente è maggiore della superficie geometrica S che sta al denominatore di αs = AT / S. Tipicamente un campione fortemente assorbente può comportarsi acusticamente come una superficie un po’ più grande, da cui risultano per via di calcolo valori superiori a 1,0, per esempio intorno a 1,08 fino a 1,17. Questo intervallo è un esempio di calcolo e non un valore normativo, perché l’effetto dipende da materiale, geometria e camera riverberante.

L’effetto cresce con il rapporto tra lunghezza dei bordi e superficie e con la forza assorbente del materiale. Campioni piccoli o stretti, schiume ad alto assorbimento ed elementi sospesi lo mostrano in modo particolarmente evidente. In pratica un αs superiore a 1,0 significa due cose: primo, il materiale è davvero molto assorbente. Secondo, il valore numerico va preso con cautela, perché dipende dalla geometria del campione e dalla camera riverberante e non si trasferisce uno a uno a un rivestimento a tutta superficie in un ambiente reale. Per il calcolo di αp e αw la ISO 11654 tronca comunque questi valori a 1,00.

Dal valore alla scelta: come si confronta correttamente

La scelta parte dalla domanda su quale problema acustico dell’ambiente si voglia risolvere. Un ambiente per il parlato secondo DIN 18041 (la norma tedesca per i valori obiettivo del tempo di riverberazione; gruppo di ambienti A, destinazione d’uso parlato) ha bisogno soprattutto di un assorbimento uniforme nella gamma del parlato da 250 a 4000 Hz; in Italia la UNI 11532-2:2020 per gli edifici scolastici segue un approccio analogo, dipendente dal volume. Uno studio di registrazione o un ambiente con bassi rimbombanti ha bisogno di assorbimento alle basse frequenze sotto i 250 Hz, cioè esattamente dove αw e le classi sono ciechi. In questo caso un indicatore di forma L o i valori αp a 125 Hz contano più della classe.

Tre indicazioni vanno quindi sempre lette insieme: primo, la curva risolta in frequenza (αs per banda di terzo d’ottava o αp per banda d’ottava); secondo, il montaggio e lo spessore costruttivo; terzo, la fonte della misura con la norma. Senza il montaggio la curva non è riproducibile, senza rapporto di prova l’origine è incerta. Il valore unico αw e la classe sono utili per una preselezione grossolana e per i testi di capitolato. Come unica base decisionale non servono.

Se si affiancano le curve αs di molti produttori sulle stesse bande di terzo d’ottava, si vede subito che la classe A comprende un’intera famiglia di risposte in frequenza molto diverse. Un confronto a livello di curva, filtrato per montaggio e baricentro di frequenza, corregge l’impressione fuorviante che tutti i prodotti di classe A siano uguali. Chi progetta dovrebbe scegliere in base alla forma della curva adatta all’ambiente e trattare la classe solo come indicatore grossolano di quantità.

Domande frequenti

Cos’è il coefficiente di assorbimento acustico?

Il coefficiente di assorbimento acustico α è il rapporto tra l’energia sonora non riflessa e quella incidente. 0 significa riflessione completa, 1 significa assorbimento o trasmissione completi. Dipende dalla frequenza e si misura in bande di terzo d’ottava secondo ISO 354 in camera riverberante, dove prende il nome di coefficiente di assorbimento di Sabine αs.

Cos’è αw (alfa w)?

αw è il coefficiente di assorbimento acustico ponderato secondo ISO 11654, un unico numero. Si sposta una curva di riferimento normalizzata a passi di 0,05 verso la curva misurata finché la somma degli scostamenti sfavorevoli è al massimo 0,10, e si legge il valore a 500 Hz. αw è sempre un multiplo di 0,05.

In cosa differiscono αs, αp e αw?

αs è il valore misurato per banda di terzo d’ottava in camera riverberante secondo ISO 354. αp è il coefficiente di assorbimento pratico, la media di tre valori di terzo d’ottava per banda d’ottava. αw è l’unico valore ponderato secondo ISO 11654. αs e αp sono risolti in frequenza, αw no.

Quali valori αw hanno le classi di assorbimento da A a E?

Secondo ISO 11654, appendice B: classe A da 0,90 a 1,00; classe B da 0,80 a 0,85; classe C da 0,60 a 0,75; classe D da 0,30 a 0,55; classe E da 0,15 a 0,25. I valori da 0,00 a 0,10 non sono classificati. La classe A è la classe di assorbimento più alta.

Due prodotti di classe A sono ugualmente buoni?

No. Una classe raggruppa un intervallo di αw, e ogni valore αw nasconde un’intera curva. Due prodotti con αw = 0,90 possono essere molto distanti alle basse o alle alte frequenze. Per un confronto equo servono la curva risolta in frequenza, il montaggio e la fonte della prova, non solo la classe.

Cosa significano gli indicatori di forma L, M e H?

Segnalano dove un prodotto supera la curva di riferimento spostata di 0,25 o più. L indica un’eccedenza a 250 Hz (basse), M a 500 o 1000 Hz (medie), H a 2000 o 4000 Hz (alte). Esempio: αw = 0,70 (MH). Recuperano informazione che il solo αw inghiotte.

Qual è la differenza tra NRC e αw?

L’NRC secondo ASTM C423 è la media dei valori a 250, 500, 1000 e 2000 Hz, arrotondata a 0,05. αw nasce dallo spostamento di una curva di riferimento e dalla lettura a 500 Hz secondo ISO 11654. Non sono convertibili direttamente; nei materiali forti alle alte frequenze l’NRC è spesso più alto di αw.

Cos’è il SAA e come si rapporta all’NRC?

Il SAA (Sound Absorption Average) secondo ASTM C423 è la media delle dodici bande di terzo d’ottava da 200 a 2500 Hz, arrotondata a 0,01. Ha una risoluzione più fine dell’NRC, che usa solo quattro bande e arrotonda a 0,05. Il SAA sta gradualmente sostituendo l’NRC nella ASTM C423, ma l’NRC continua a essere indicato molto diffusamente.

Perché il coefficiente di assorbimento acustico può essere maggiore di 1,0?

Per l’effetto di bordo. Lungo i bordi liberi di un campione di dimensioni finite in camera riverberante il suono viene diffratto verso il campione, così la superficie effettivamente assorbente è maggiore di quella geometrica. La ISO 354 cita espressamente questo effetto. Valori intorno a 1,05 fino a 1,15 sono così possibili senza violare la conservazione dell’energia.

Perché αw vale solo da 250 Hz e cosa significa per i bassi?

La curva di riferimento della ISO 11654 parte solo dalla banda d’ottava di 250 Hz. Le frequenze basse al di sotto, αw non le rappresenta. Per ambienti con problemi di bassi sono quindi decisivi i valori αp a 125 Hz o un indicatore di forma L, non il valore αw o la classe di assorbimento da soli.

Fonti

  • ISO 354:2003, Acoustics, Measurement of sound absorption in a reverberation room. Definizione di αs come coefficiente di assorbimento di Sabine, nota su αs > 1,0 per diffrazione ai bordi del campione, gamma di frequenze da 100 a 5000 Hz, volume della camera riverberante di almeno 150 m³ (raccomandati almeno 200 m³), campione da 10 a 12 m² con rapporto larghezza/lunghezza da 0,7 a 1, condizioni climatiche con umidità relativa dal 30 al 90 per cento e almeno 15 °C, appendice normativa B sui tipi di montaggio (tra cui tipo A direttamente sulla superficie, tipo J sospeso liberamente).
  • ISO 11654:1997, Acoustics, Sound absorbers for use in buildings, Rating of sound absorption. αp come media di tre valori di terzo d’ottava per banda d’ottava (arrotondamento 0,05, limite 1,00), procedura di spostamento con somma degli scostamenti sfavorevoli non superiore a 0,10 e lettura a 500 Hz, indicatori di forma L/M/H per eccedenze di almeno 0,25, curva di riferimento 0,40 a 250 Hz, 0,60 a 500, 1000 e 2000 Hz, 0,50 a 4000 Hz, appendice informativa B con le classi da A a E, nota nel campo di applicazione sulla curva completa.
  • ASTM C423, Standard Test Method for Sound Absorption and Sound Absorption Coefficients by the Reverberation Room Method. NRC come media di 250/500/1000/2000 Hz (arrotondamento 0,05); SAA come media delle dodici bande di terzo d’ottava da 200 a 2500 Hz (arrotondamento 0,01).
  • T. J. Cox, P. D'Antonio, Acoustic Absorbers and Diffusers: Theory, Design and Application (effetto di bordo, diffrazione e discontinuità di impedenza ai bordi del campione, αs > 1,0 per campioni finiti; significatività dei valori unici).
  • H. Kuttruff, Room Acoustics (equazione di Sabine A = 0,161 V/T ovvero 55,3 V/(cT), termine di assorbimento dell’aria 4mV, campo sonoro diffuso).
  • C. Nocke, Die neue DIN 18041, Hörsamkeit in Räumen (la nuova DIN 18041, qualità acustica degli ambienti), Lärmbekämpfung vol. 11 (2016) n. 2 (gruppi di ambienti, destinazioni d’uso, valori obiettivo del tempo di riverberazione per la scelta dei materiali).